RIGASSIFICATORE DI TARANTO, IL MASE CHIEDE 27 INTEGRAZIONI SULL’IMPATTO, 30 GIORNI DI TEMPO AL PROPONENTE
Stop tecnico al rigassificatore di Taranto. Il ministero dell’Ambiente ha chiesto 27 integrazioni alla documentazione presentata per il terminale di rigassificazione di Gnl da 12 miliardi di metri cubi annui nell’area portuale ionica. La commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale ha rilevato carenze conoscitive e metodologiche, dalla sicurezza industriale alla tutela della biodiversità marina, fissando un termine perentorio di 30 giorni per rispondere, pena l’archiviazione del procedimento.
Al centro dei rilievi ci sono gli impatti cumulativi sul territorio: il progetto non può essere valutato da solo, ma va incrociato con il contesto industriale, i comuni limitrofi, il parco eolico offshore Beleolico e il piano per il molo polisettoriale come hub nazionale dell’eolico galleggiante. Servono cronoprogrammi comparati per evitare conflitti logistici, di traffico navale e di sicurezza in mare.
Tra i punti critici, il rischio di incidente rilevante e la convivenza con il sito di interesse nazionale: il Mase segnala incongruenze tra scavi previsti e quote reali dei serbatoi e chiede una verifica sul rischio di rimobilitazione di sedimenti inquinati e sull’analisi del rischio “effetto domino” con gli stabilimenti vicini.
Sul fronte ambientale, la commissione contesta la valutazione di incidenza e gli scarichi dei vaporizzatori a circuito aperto: i modelli di dispersione termica e clorazione sono giudicati approssimativi. Si impongono rilievi diretti sulle praterie di Posidonia oceanica, nella zona speciale di conservazione e nell’area dell’istituenda area marina protetta delle isole Cheradi e del Mar Piccolo, e un monitoraggio rigoroso degli scarichi di acque clorate e raffreddate.
Non meno stringenti le richieste su salute e clima: la valutazione di impatto sanitario dovrà seguire le linee guida dell’Istituto superiore di sanità e i parametri Oms 2022, integrando i profili epidemiologici locali dello studio Sentieri e calcolando l’indice di deprivazione della popolazione esposta. Sul piano economico-climatico, si chiede di verificare neutralità carbonica e sostenibilità dell’investimento in un mercato in transizione verso le rinnovabili.