IL TAR, L’IA SÌ, MA DECIDE SEMPRE L’UOMO
L’intelligenza artificiale può essere utilizzata dalla pubblica amministrazione nella preparazione degli atti, ma non può sostituire il giudizio umano. È questo il principio espresso dal Tar Puglia con una sentenza che affronta uno dei primi casi sul ricorso all’IA nell’attività amministrativa.
La decisione nasce da un contenzioso tra un privato e il Comune di Polignano a Mare, accusato di aver fatto un uso improprio dell’intelligenza artificiale nella redazione di alcuni provvedimenti edilizi. I giudici hanno dichiarato improcedibile il ricorso, chiarendo che l’eventuale utilizzo di strumenti di IA nella fase preparatoria non rende nullo un atto, purché la decisione finale sia frutto di una valutazione autonoma e motivata da parte dell’amministrazione.
Secondo il Tar, l’intelligenza artificiale può svolgere una funzione di supporto, ma resta l’uomo il responsabile delle decisioni. Il provvedimento finale deve infatti essere riconducibile all’autorità competente, nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e del cosiddetto “controllo umano” sul processo decisionale.