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VIDEOLOTTERY A BARI, IL BARISTA VIOLA, NON C’ENTRO CON LA MAFIA

Maurizio Viola, titolare del bar con agenzia scommesse di corso Sonnino a Bari, si è dichiarato estraneo alle attività della famiglia Snidar e al presunto sistema di riciclaggio contestato dall’inchiesta sulle videolottery gestite dalla mafia. Arrestato ai domiciliari nel blitz della Procura di Bari, Viola si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia, ma ha reso dichiarazioni spontanee per respingere ogni accusa.
Secondo l’impianto investigativo, avrebbe consentito ad Alessandro Snidar di giocare a credito, facendosi poi pagare in contanti oppure con ticket vincita collegati alle sale slot della famiglia, anche tramite intestazioni a terze persone. L’accusa è di concorso in riciclaggio aggravato dal metodo mafioso, mentre per la procura l’attività avrebbe favorito il reinvestimento di denaro ritenuto proveniente da un contesto illecito. Viola, assistito dai suoi legali, sostiene di non aver mai saputo né sospettato nulla sulle provenienze di quelle somme, che secondo l’indagine sfiorerebbero il milione di euro.