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TARANTO, OMICIDIO SAKO, OTTO INDAGATI, COINVOLTO ANCHE UN 14ENNE

Si amplia l’inchiesta sull’omicidio di Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni ucciso a coltellate a Taranto lo scorso 9 maggio. Un nuovo indagato, un ragazzo di 14 anni, porta a otto il numero delle persone coinvolte nella vicenda.
Al minorenne viene contestato il porto abusivo di armi: secondo l’accusa, avrebbe consegnato il coltello che sarebbe stato utilizzato dai presunti responsabili dell’aggressione. Il giovane, tuttavia, non è accusato di concorso in omicidio. Stando alla ricostruzione riportata nell’inchiesta, sarebbe stato assente dal luogo del delitto e non sarebbe stato a conoscenza delle intenzioni degli altri. Le immagini delle telecamere di sorveglianza avrebbero confermato la sua assenza dalla scena dell’aggressione.
Sono invece sei le persone accusate di concorso in omicidio: quattro minorenni, detenuti negli istituti penali minorili, e due maggiorenni, di venti e ventidue anni, attualmente in carcere. Nell’inchiesta figura anche il barista del locale in cui Sako aveva cercato riparo, indagato per favoreggiamento.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima stava raggiungendo in bicicletta la stazione per andare a lavorare nei campi quando sarebbe stata aggredita con calci e pugni. Dopo aver cercato rifugio in un bar, sarebbe stata colpita con tre coltellate e poi trascinata all’esterno.
Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità dei singoli coinvolti in una vicenda che ha portato alla morte di un lavoratore di 35 anni.