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SMANTELLATA A TARANTO LA RETE DELLE FALSE RICHIESTE DI LAVORO, 30 INDAGATI IN 9 PROVINCE

i carabinieri di Taranto hanno sgominato un’organizzazione accusata di aver favorito l’immigrazione clandestina: trenta persone sono state raggiunte da ordinanze di custodia cautelare in nove province, da Taranto a Verona. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla Procura di Taranto, ricostruisce un sistema che sfruttava il Decreto Flussi per inserire nel territorio nazionale centinaia di lavoratori provenienti soprattutto da Pakistan, Bangladesh e India. Secondo gli investigatori le richieste di lavoro false venivano presentate sul portale “ALI” del Ministero dell’Interno; le pratiche erano gestite da un CAF di Taranto con l’aiuto di intermediari e imprenditori compiacenti. Gli stranieri interessati pagavano somme fino a 6.500 euro per ottenere nulla osta e visto d’ingresso. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: proseguono le indagini per chiarire ruoli e responsabilità e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.