06/08/2026 16

SANITÀ, LA REGIONE PUGLIA METTE UN FRENO ALLA MOBILITÀ PASSIVA, CHI VA FUORI PAGA

La Puglia prepara la stretta sui «viaggi della speranza» in sanità. Entro fine agosto la Giunta regionale varerà cinque delibere per accordi bilaterali con Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio e Campania, le mete che assorbono la gran parte della mobilità passiva pugliese. L’obiettivo è ridurre una falla da 345 milioni di euro l’anno, con un saldo negativo di circa 253 milioni, smettendo di finanziare senza limiti interventi che il sistema sanitario regionale può già eseguire.
Nel mirino finiscono i DRG di fuga, le prestazioni che alimentano il 70% della mobilità: protesi d’anca e ginocchio, chirurgia vertebrale, chirurgia bariatrica e altri interventi programmabili. Con le nuove intese, previste dalla legge di bilancio 2025, scatterà un tetto annuale di prestazioni rimborsabili per ogni Regione: superata una fascia di tolleranza del 4-5%, il rimborso crollerà e, oltre il 5%, le prestazioni di routine non saranno più coperte.
In concreto, chi sceglierà di farsi operare fuori regione per interventi eseguibili in Puglia dovrà farsene carico economicamente. Restano garantite cure salvavita, emergenze e alta specializzazione non disponibile in regione. La seconda gamba del piano punta sul potenziamento degli ospedali regionali: Putignano, Copertino, il nuovo Monopoli-Fasano per l’ortopedia e il «De Bellis» di Castellana per la chirurgia bariatrica.
Entro settembre la Puglia dovrà presentare ai ministeri il piano operativo triennale per riportare in equilibrio i conti della sanità, in un contesto nazionale che il presidente Decaro definisce «al collasso», chiedendo 5 miliardi aggiuntivi.