23/09/2026 3

PENSAVANO FOSSE UBRIACA, ERA UN ICTUS, ARRIVA IL RISARCIMENTO DEL POLICLINICO

Due condanne per un’estorsione ai danni di un imprenditore di Trani, che sarebbe stato costretto a versare denaro in cambio di protezione. Sei anni e otto mesi di reclusione sono stati inflitti ad Alessandro Corda, pluripregiudicato tranese ritenuto affiliato al clan Capriati di Bari Vecchia. Tre anni e otto mesi, invece, la pena per Rosa Fiore.

Secondo l’accusa, Corda avrebbe gestito le richieste direttamente dal carcere di Poggioreale, dove era detenuto per una condanna definitiva legata a un omicidio del 2017. Utilizzando un cellulare in cella, avrebbe chiesto somme sempre più alte: dai cinquemila fino a trentamila euro. L’imprenditore avrebbe consegnato il denaro a persone diverse, fino a quando non sarebbe più riuscito a pagare. A quel punto sarebbero arrivate anche minacce di morte rivolte a lui e alla sua famiglia.

Fiore avrebbe avuto il compito di riscuotere alcune somme. Le indagini della Dda di Bari sono partite dall’analisi di alcuni cellulari sequestrati in un’altra inchiesta e sono proseguite con chat, pedinamenti e testimonianze. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato. I due imputati dovranno risarcire anche l’imprenditore e il Comune di Trani. Altre quattro persone sono a processo con rito ordinario.