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MAFIA DEL GARGANO, LE RIVELAZIONI DEL PENTITO, FATE SPARIRE I CADAVERI

Nuovi particolari emergono dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che ha portato nei giorni scorsi a nove arresti per tre omicidi riconducibili alla mafia del Gargano.

Nelle carte dell’indagine sono riportate le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Marco Raduano, ex boss di Vieste, secondo il quale una delle regole imposte dal clan era quella di uccidere le vittime e farne sparire i corpi per cancellare ogni traccia dei delitti.

Le rivelazioni riguardano anche l’omicidio di Francesco Li Bergolis, ucciso nel 2011 nelle campagne di Mattinata. I collaboratori hanno indicato agli investigatori il luogo in cui il cadavere sarebbe stato sepolto, ma le successive ricerche e gli scavi non hanno consentito di ritrovare i resti.

L’inchiesta, coordinata dalla DDA di Bari e condotta dai Carabinieri del ROS e del Comando provinciale di Foggia, ricostruisce anche gli omicidi di Ivan Rosa e Francesco Armiento, maturati nell’ambito della lunga faida tra i clan attivi sul Gargano. Le dichiarazioni dei collaboratori rappresentano elementi dell’indagine che dovranno essere verificati nel corso del procedimento giudiziario.