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LECCE, SCHLEIN,«MELONI TOLGA IL DOSSIER ILVA A URSO»

La Puglia è «una regione che in questo momento ha delle vertenze molto importanti aperte», a partire dalla Natuzzi e soprattutto dalla «grande questione di Taranto», su cui «l’impressione è che il governo più che una soluzione stia cercando un alibi». Lo ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, a margine dell’evento “Prima le persone”, organizzato dall’Accademia della Carità a Lecce.
Schlein ha denunciato il rischio di 2.500 lettere di licenziamento per i lavoratori dell’indotto ex Ilva, accusando il governo di aver parlato finora «di manifestazioni di interesse che poi non c’erano» e di aver tolto i fondi pubblici per i forni elettrici. Da qui la richiesta diretta alla premier: «Chiediamo alla presidente Meloni di togliere questo dossier dal ministro Urso, che ha dimostrato di non riuscire a dare una soluzione, e di seguirlo personalmente». Per la leader dem, serve un intervento pubblico forte, che coinvolga anche le partecipate pubbliche, «altrimenti si sta andando solo verso un disastro sociale».
Sul fronte dell’Autonomia differenziata, Schlein ha ribadito l’obiettivo del centrosinistra di continuare a «contrastare questa pessima Autonomia differenziata», accusando l’esecutivo di cercare di aggirare la sentenza della Corte Costituzionale attraverso quello che il Pd definisce lo “spacca Italia”: «Non lo permetteremo. Il Sud e le aree interne hanno già pagato troppo».
La segretaria dem ha inoltre parlato delle liste d’attesa sanitarie — «6 milioni di italiani rinunciano a curarsi» — e ha rilanciato la battaglia per il salario minimo, spiegando che la proposta del Pd fissa «una soglia sotto la quale nemmeno il contratto collettivo più rappresentativo può andare, perché sotto quella soglia è sfruttamento».