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LA VERITÀ È ANCORA UNA NOTIZIA? DISOBBEDITE! LA RASSEGNA DI PENSIERI CONTROCORRENTE E PLURALI A VIESTE PER LA III EDIZIONE

I paradossi della libertà di espressione, le opportunità del digitale, l’intelligenza artificiale generativa , le sfide dell’informazione, le fake news e il giornalismo d’inchiesta : in una espressione LA COMPLESSITÀ DEL NUOVO ECOSISTEMA DIGITALE COMUNICATIVO al centro di un panel a Vieste alla III Edizione organizzata dalla direttrice artistica Manila Gorio con un grande lavoro di squadra.

Un evento culturale e di confronto voluto fortemente dall’amministrazione di Vieste che porta in città voci autorevoli, personalità nazionali distanti e provocatorie protagoniste del dibattito pubblico ma, soprattutto, tematiche complesse.

Presso l’anfiteatro Carlo Nobile con le luci di un tramonto di inizio estate e la vista del borgo antico affacciato sul mare adriatico che bagna la Puglia, una esortazione ed insieme una provocazione che richiama il celebre pensiero espresso da Michela Murgia.

DISOBBEDITE! : rassegna di penseri controcorrente è uno stimolo ad esercitare il pensiero critico e prende forma in un confronto plurale, a tratti accesso, con una gran partecipazione di pubblico, ed una domanda corale: Chi costruisce oggi l’opinione pubblica?

La disobbedienza nel giornalismo porta a compiere un atto di rottura contro il conformismo ed il sensazionalismo fine a se stesso ma non si deve prescindere da un’analisi, anche sociologica, che vede primeggiare oggi l’individuo rispetto alla persona e la difficoltà, da parte del destinatario dell’informazione, di polarizzare tra vero e falso per l’esistenza del verosimile, delle mezze verità .

Anche l’informazione culturale, quella scientifica, non è esente nell’ecosistema comunicativo contemporaneo da un analfabetismo di nuova generazione: quello che impedisce di distinguere le fonti e la loro autorevolezza.

in un tempo in cui la velocità premia la viralità sembra sempre più complesso individuare una gerarchia tra verità, opinione e propaganda e tra i tanti e diversificati prodotti dell’ecosistema comunicativo

Dai temi sociali a quelli etici e politici: si riflette su terreni difficoltosi in particolar modo quello della disinformazione e del ruolo del giornalista come “sentinella della verità”

La responsabilità di chi oggi prende la parola nello spazio pubblico, anche digitale, è imprescindibile, qualunque ruolo si rivesta. scegliere come comunicare, assumendosi la responsabilità delle parole in un tempo in cui un post può raggiungere milioni di persone prima ancora che una notizia venga verificata è determinante. È uno dei temi che attraversa Disobbedite! Affrontato da chi, ogni giorno, vive il rapporto tra informazione, opinione pubblica e consenso.

La comunicazione politica richiede la stessa responsabilità e anche la libertà, lo conferma chi in passato “ha disobbedito” esprimendo il proprio pensiero indipendente

Tra i dati che alimentano la riflessione anche il posizionamento dell’Italia nell’indice mondiale sulla libertà di stampa. Siamo al 56esimo posto. Un punto di partenza per interrogarsi su un’altra trasformazione: oggi le notizie “non si vedono” come accadeva pochi decenni addietro, in particolar modo in quei contesti ipercomplessi da documentare come le guerre o temi come l’immigrazione.
La distanza tra ciò che accade, ciò che viene raccontato e ciò che il pubblico finisce per percepire rappresenta una delle sfide più complesse dell’informazione contemporanea.
in una cornice pugliese dall’incredibile bellezza naturalistica, un parterre di ospiti eterogeneo, di giornalisti e di professionisti della comunicazione, con la presenza dell’avvocatessa Giusy Moscatelli e con la magistrale conduzione di Manila Gorio e Attilio romita ci ha dimostrato che con risposte diverse, a volte complementari, si può disobbedire al conformismo. Si può disobbedire agli algoritmi. Si può perfino disobbedire al pensiero dominante. Ma c’è una regola che il giornalismo nell’epoca della ipercomunicazione non può permettersi di infrangere: la fedeltà ai fatti.