ISCEGLIE, FATTURE FALSE E SOCIETÀ “CARTIERA, GDF SEQUESTRA 6 MILIONI DI EURO
Maxi operazione della guardia di finanza di Barletta Andria Trani. Sequestrati 6 milioni di euro di beni in capo a 13 aziende e 5 imprese di recentissima costituzione 34 le persone denunciate e 45 le società coinvolte in diverse regioni d’Italia.
I finanzieri hanno scoperto un’articolata frode fiscale fondata sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
L’operazione ha preso il via lo scorso settembre, da una verifica fiscale nei confronti di una società di capitali di Bisceglie dedita al commercio al dettaglio di confezioni per adulti.
Le indagini, eseguite dai finanzieri della Compagnia di Trani e coordinate dalla locale Procura hanno preso avvio in seguito ad una attività ispettiva che ha fatto registrare una serie di anomalie nei rapporti commerciali intrattenuti con alcuni fornitori.
mancavano le prescritte dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, non risultavano versamenti di imposte, né lavoratori dipendenti, né beni mobili o immobili di proprietà, e neppure contratti di locazione di immobili in cui svolgere l’attività sociale. Di qui l’emissione della
Procura di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, eseguito dai finanzieri e convalidato dal Gip del Tribunale di Trani. Il provvedimento ha riguardato cinque imprese «cartiera» che emettevano fatture per operazioni inesistenti e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre sei milioni di euro in capo a tredici aziende beneficiarie della frode, fra cui proprio la società biscegliese da cui era partita la verifica, denunciate 34 persone e 7 società beneficiarie della frode.
L’operazione si inquadra in una più ampia strategia investigativa orientata a far emergere un diffuso e consolidato schema di frode fiscale: la costituzione di società cartiere – spesso riconducibili a soggetti di nazionalità cinese, le cosiddette «scatole cinesi» – con successiva emissione di fatture per operazioni inesistenti, utilizzate da imprenditori nazionali per ridurre l’imponibile e conseguire indebitamente un risparmio d’imposta.