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FOGGIA CONTROLLO DI SPACCIO DI COCAINA

Un sistema organizzato per controllare il mercato della cocaina, imporre prezzi e fornitori e impedire agli spacciatori di rivolgersi alla concorrenza. È il quadro ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari nell’ambito della tranche foggiana del processo Game Over, per la quale la pm Bruna Manganelli ha chiesto 19 condanne, per un totale di 295 anni e sei mesi di reclusione.
Secondo l’accusa, la Società foggiana avrebbe strutturato una rete di grossisti e pusher suddivisi in elenchi distinti, con quantità di droga assegnate e pagamenti prestabiliti. L’obiettivo sarebbe stato mantenere il controllo delle piazze di spaccio cittadine, garantendo ai venditori rifornimenti e protezione in cambio della fedeltà al sistema criminale.
Le indagini, basate anche su intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ricostruiscono un accordo raggiunto nel gennaio 2017 tra esponenti di gruppi mafiosi rivali, dopo la guerra interna che aveva insanguinato Foggia nel biennio 2015-2016. Il monopolio avrebbe consentito di gestire un traffico di circa dieci chili di cocaina al mese, con guadagni stimati dagli inquirenti in circa 200mila euro mensili.
Chi avesse cercato fornitori alternativi o tentato di sottrarsi alle regole avrebbe rischiato intimidazioni e violenze. Le richieste di condanna, comprese tra nove e trent’anni di carcere, riguardano foggiani e cerignolani accusati, a vario titolo, di traffico e spaccio di stupefacenti. Tra le pene più alte richieste figura quella per Rocco Moretti, storico esponente della criminalità organizzata foggiana.
Le richieste della Procura dovranno ora essere valutate dai giudici, chiamati a pronunciarsi sulle responsabilità degli imputati.