EX ILVA, LA CASSAZIONE ORDINA LA CHIUSURA DELL’AREA A CALDO, ESULTANO I COMITATI
Dopo anni di battaglie, proteste e richieste di giustizia, a Taranto la decisione della Cassazione riaccende le speranze di chi da tempo chiede di mettere al primo posto la salute dei cittadini. Le associazioni ambientaliste e i comitati che si battono contro l’inquinamento hanno accolto con grande emozione il pronunciamento che riguarda la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva.
Al Parco delle Mura Greche, intitolato a Massimo Battista, ex operaio, sindacalista e attivista scomparso nell’ottobre del 2024 a soli 51 anni, cittadini, famiglie e bambini si sono ritrovati per festeggiare. Tra cori, striscioni e fumogeni, l’associazione Genitori Tarantini ha rivendicato il risultato, sottolineando come la tutela della vita e della salute della comunità abbia finalmente trovato ascolto in sede giudiziaria.
Un pensiero particolare è stato rivolto a Emilia Albano, scomparsa lo scorso anno e impegnata nella lotta per la tutela ambientale della città, alla quale l’associazione ha dedicato questo momento.
Anche il Comitato Liberi Pensanti, fondato da Massimo Battista, ha salutato la decisione come una svolta dopo anni di denunce e mobilitazioni. Ma, accanto alla soddisfazione, resta la consapevolezza delle sfide ancora aperte: bonifiche, risarcimenti e garanzie occupazionali per i lavoratori.
Per i comitati, dunque, la chiusura non rappresenta il traguardo definitivo, ma l’inizio di una nuova fase in cui Taranto dovrà rivendicare il proprio futuro, senza lasciare indietro né la salute né il lavoro.