EX ILVA, ALLARME PER LO STOP A TARANTO
Il 16 settembre è indicato come il possibile “punto di non ritorno” per gli impianti dell’ex Ilva di Taranto. È questa la principale preoccupazione contenuta nella richiesta presentata da Ilva in amministrazione straordinaria alla Corte d’appello di Milano, chiamata a decidere il 9 settembre sul futuro dell’area a caldo.
La società chiede di sospendere lo stop disposto da una sentenza del 27 luglio, in attesa della decisione della Cassazione sul ricorso già presentato insieme ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
Secondo i difensori, oltre il 16 settembre gli impianti non potrebbero essere riavviati senza subire danni, stimati in almeno 2 miliardi di euro. A rischio ci sarebbero anche i lavoratori diretti e dell’indotto.
La società avverte inoltre che una chiusura dello stabilimento avrebbe ripercussioni sull’intero sistema industriale italiano, aumentando la dipendenza dall’estero per l’acciaio destinato soprattutto ai settori degli elettrodomestici e automolostico e rendendo più vulnerabili le catene di approvvigionamento in caso di crisi internazionali.