25/06/2026 54

DNA E INDIZI NELL’INCHIESTA SULL’OMICIDIO MONGIELLO

Nel procedimento sull’omicidio avvenuto il 2 agosto 2024 a Foggia, Luca Ceglia, 43 anni, dipendente di una cartiera e arrestato il 19 giugno su ordinanza del gip, ha respinto ogni accusa o si è avvalso della facoltà di non rispondere, ribadendo quanto già dichiarato in precedenza alla polizia: ha negato di conoscere la vittima e ogni coinvolgimento.

L’impianto accusatorio si basa soprattutto su una traccia di DNA trovata su un cappellino perso dal presunto killer in fuga, che secondo la polizia scientifica costituirebbe un forte elemento di compatibilità genetica. Restano però anche altri indizi ritenuti non decisivi singolarmente, come la corporatura compatibile con quella ripresa dalle telecamere e il possesso di una bici elettrica simile a quella utilizzata nell’agguato.

Gli investigatori ipotizzano tre possibili moventi: errore di persona, vendetta indiretta legata a vicende di droga oppure un avvertimento rivolto a un terzo soggetto. Tutte le piste si intrecciano con il contesto del precedente omicidio di Nicola Di Rienzo, per il quale il figlio di Ceglia è stato condannato. Restano però elementi controversi e ipotesi ancora da verificare.