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BRINDISI, MAXI INCHIESTA SUI FINANZIAMENTI PUBBLICI, SILENZIO IN CONSIGLIO COMUNALE

Resta il silenzio nella politica di Brindisi dopo la maxi inchiesta della Procura che coinvolge 145 persone tra le province di Brindisi e Lecce, nell’ambito di un’indagine su presunte irregolarità nell’ottenimento di finanziamenti bancari garantiti dallo Stato, in particolare durante il periodo dell’emergenza Covid.

Tra gli indagati figurano anche Nicola Di Donna, attuale capogruppo in Consiglio comunale, e il figlio Michele, ex assessore. Secondo l’ipotesi accusatoria, contestata dagli inquirenti a vario titolo, il primo risponde di truffa, malversazione e indebita percezione di erogazioni pubbliche, mentre il secondo sarebbe coinvolto in una presunta associazione finalizzata alla gestione illecita dei finanziamenti.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Brindisi e condotta dalla Guardia di Finanza, ipotizza complessivamente 252 reati. Gli investigatori stanno ricostruendo un presunto sistema che avrebbe ottenuto finanziamenti pubblici per poi destinare le somme a finalità diverse da quelle previste.

Dal Comune, al momento, nessun commento ufficiale. Il sindaco e i consiglieri comunali hanno preferito non intervenire, sottolineando che l’indagine, allo stato attuale, non riguarda direttamente l’attività amministrativa dell’ente. Come previsto dalla legge, tutte le persone coinvolte sono da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.