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BARI, L’APPELLO DI UNA MADRE AL FIGLIO GAMBIZZATO,LASCIA IL CLAN, NON VOGLIO PIANGERTI AL CIMITERO

Emergono nuovi dettagli dall’inchiesta della Procura di Bari sugli agguati avvenuti nel quartiere Libertà. Al centro delle intercettazioni c’è il drammatico appello della madre di Gabriele Muserra, il giovane ferito alle gambe in un agguato lo scorso 14 aprile.
La donna, secondo quanto riportato negli atti dell’indagine, avrebbe invitato il figlio a prendere le distanze dagli ambienti della criminalità organizzata e a cercarsi un lavoro, ricordandogli che la volta successiva avrebbe potuto perdere la vita. Parole cariche di preoccupazione, con l’auspicio che l’agguato subito potesse rappresentare un punto di svolta.
L’episodio si inserisce nell’inchiesta che ha portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di due giovani, accusati, a vario titolo, di essere coinvolti in due distinti agguati avvenuti nel capoluogo pugliese. Le accuse sono attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria e gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
Dalle indagini emerge anche la preoccupazione della madre di uno degli altri giovani coinvolti, che avrebbe segnalato agli investigatori un post pubblicato sui social con la foto del figlio accompagnata da una frase dal contenuto minaccioso. Secondo la Procura, il ruolo delle madri rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’inchiesta: donne che, pur tra paura e disperazione, tentano di convincere i propri figli ad allontanarsi dai clan mafiosi.