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BARI, AFFITTI PIÙ CARI E STIPENDI IN CALO, LA FILLEA CGIL CHIEDE INTERVENTI SULL’EMERGENZA CASA

Il costo dell’abitare cresce mentre gli stipendi perdono terreno. È il quadro delineato dalla Fillea Cgil Bari Bat, che segnala un divario sempre più difficile da sostenere per famiglie, studenti fuori sede e pensionati. Nell’elaborazione citata dal sindacato, alla riduzione dell’11,6% delle retribuzioni medie si contrappone un aumento del 30,1% degli affitti.
Per Ignazio Savino, della Fillea Cgil Puglia, la trasformazione turistica della città ha contribuito a restringere le possibilità di trovare una sistemazione stabile. Secondo la sua analisi, numerosi proprietari hanno privilegiato le locazioni turistiche, considerate più convenienti e meno esposte ai rischi legati alla morosità, riducendo l’offerta destinata ai residenti.
Il dossier sindacale censisce nel 2025 un totale di 6.033 abitazioni locate: il 37,7% con locazioni ordinarie transitorie e il 29,3% con contratti di lungo periodo. Anche la sostenibilità economica presenta criticità: secondo l’elaborazione, nessun quartiere rispetterebbe la soglia di riferimento del 33% del reddito destinato all’affitto. Negli ambiti di San Paolo, Fesca e Loseto, tra quelli più vicini a questo limite, un canone mensile di 566 euro arriverebbe comunque ad assorbire il 37% del reddito considerato.
Alla difficoltà del mercato privato si affianca la pressione sull’edilizia residenziale pubblica. Per il bando comunale del 2024 sono state ammesse 1.758 domande sulle 2.085 presentate. Con una media indicata di circa 83 assegnazioni annue, servirebbero circa ventuno anni per esaurire quella platea, ipotizzando un ritmo costante e senza considerare ulteriori richieste.
Savino riconosce l’importanza degli interventi di recupero ed efficientamento condotti da Arca Puglia, ma ritiene necessario ampliare le risposte. Il sindacato sostiene quindi l’approvazione della legge regionale in discussione per disciplinare gli affitti brevi e chiede maggiori investimenti nell’abitare pubblico.
Un’attenzione specifica viene richiesta anche per chi resta escluso dalle agevolazioni, pur non potendo sostenere un mutuo o i canoni di mercato. Per queste famiglie, la Fillea indica nell’edilizia convenzionata e cooperativa a prezzi calmierati una possibile risposta, chiedendo alle istituzioni di riportare il diritto alla casa al centro delle politiche pubbliche.