EX ILVA, VERSO LO STOP DELL’AREA A CALDO, OLTRE 10MILA IN CASSA INTEGRAZIONE.
Il futuro dell’ex Ilva di Taranto si fa sempre più incerto. Mentre cresce la preoccupazione per le conseguenze occupazionali e sociali, arriva un nuovo passaggio nella vicenda giudiziaria dello stabilimento. Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha comunicato a Ispra e Arpa Puglia la propria disponibilità a dare esecuzione al provvedimento che impone la fermata dell’area a caldo.
La comunicazione arriva dopo la decisione del 29 ottobre, quando le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione hanno respinto i ricorsi presentati dalle società contro il decreto della Corte d’Appello di Milano. Il provvedimento aveva disposto lo stop per motivi legati alla tutela della salute e dell’ambiente.
Intanto, secondo quanto riportato, oltre diecimila lavoratori sono interessati dalla cassa integrazione. Una situazione che alimenta l’angoscia di migliaia di famiglie e riaccende il dibattito sul futuro industriale e occupazionale di Taranto.
In questo clima di forte incertezza, anche il vescovo invita la comunità a unirsi nella preghiera. Una vicenda che continua a tenere con il fiato sospeso un’intera città, tra il diritto alla salute, la tutela dell’ambiente e la necessità di garantire un futuro ai lavoratori.