TARANTO, LA PROTESTA DEGLI OPERAI EX ILVA
La mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto rischia di avere conseguenze sull’approvvigionamento di carburante in Puglia. Il blocco dei varchi della raffineria Eni, legato alla protesta lungo la statale 106, impedisce alle autocisterne di lasciare regolarmente lo stabilimento. Alla sera del 12 ottobre risultavano fermi 37 mezzi.
Le ripercussioni interessano già la rete dei distributori e il trasporto pubblico. Secondo Eni, oltre 50 delle circa 300 stazioni di servizio Enilive hanno esaurito le scorte, mentre si registrano criticità anche per le forniture di carburante destinate agli aeroporti pugliesi. A lanciare l’allarme è anche Kyma Mobilità: il mancato rifornimento di gasolio potrebbe compromettere la regolarità del servizio degli autobus a Taranto. Aeroporti di Puglia ha inoltre diffuso bollettini per segnalare limitazioni legate alla disponibilità di jet fuel negli scali di Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie.
La raffineria, che serve diverse aree del Sud Italia. Eni avverte però che, se dovessero mancare i prodotti tecnici necessari al funzionamento degli impianti, potrebbe rendersi necessario programmare una fermata.
Intanto, aumentano i timori per possibili ritardi nelle consegne ai distributori e per le conseguenze sul sistema dei trasporti regionali.