13/10/2026 17

EX ILVA, L’USB RILANCIA LA PROTESTA

La vertenza ex Ilva di taranto resta aperta. Dopo lo sciopero che ha interessato gli stabilimenti di Taranto e Genova, con blocchi e proteste, il sindacato di settore ha annunciato nuove iniziative e chiede al Governo di riprendere il confronto sulle garanzie occupazionali e salariali. L’organizzazione sollecita misure concrete per i dipendenti diretti, ma anche per chi lavora negli appalti e nell’indotto. Tra le richieste figurano un reddito di transizione con copertura salariale e contributiva, il riconoscimento delle attività usuranti e dell’esposizione all’amianto, oltre a percorsi di pensionamento anticipato e incentivi all’uscita volontaria. Per il sindacato, tuttavia, gli ammortizzatori sociali non bastano senza una strategia industriale definita. Da qui la richiesta di un piano pubblico per il rilancio della siderurgia, con la nazionalizzazione del complesso e investimenti destinati alla decarbonizzazione, alle bonifiche ambientali e alla tutela della produzione e dell’occupazione. Il sindacato di settore contesta inoltre che il futuro dell’acciaio italiano dipenda esclusivamente da eventuali investitori privati, mentre lo Stato continua a sostenere i costi della crisi.
La mobilitazione proseguirà in vista dello sciopero generale proclamato dal sindacato per il 30 ottobre.