LEQUILE, TORNA IL FUOCO NELL’ECOCENTRO, FUMO E RABBIA DEL SINDACO CARLÀ
Non si placa l’emergenza a Lequile, dove intorno alle 13 di oggi, 3 settembre, una nuova colonna di fumo nero e denso si è levata dall’impianto Ecorisorse, a meno di 24 ore dalla conclusione ufficiale delle operazioni di spegnimento del maxi rogo divampato lo scorso 29 agosto. L’allarme è scattato quando alcuni focolai rimasti sotto le macerie di un capannone crollato hanno ripreso ad alimentare le fiamme, favoriti dal vento moderatamente sostenuto che soffia sul territorio.
Sul posto è accorso immediatamente il sindaco Vincenzo Carlà, dopo aver avvisato vigili del fuoco e Prefettura. «Non doveva e non poteva riaccadere. Sono arrabbiato e deluso quanto voi», ha dichiarato sui social, invitando la cittadinanza alla calma e chiedendo di non intasare i centralini del Comune e la sala operativa dei vigili del fuoco, già sommersi di telefonate. Il sindaco ha inoltre lamentato la carenza di uomini e mezzi a disposizione del territorio salentino per fronteggiare l’emergenza.
I vigili del fuoco sono tornati rapidamente in azione, riuscendo a domare il nuovo focolaio — secondo le prime valutazioni, limitato a un cumulo di materiale plastico in prossimità della parte del capannone rimasta integra ma pericolante, area che nei giorni scorsi non era stato possibile bonificare con i mezzi pesanti per motivi di sicurezza degli operatori. Cresce intanto anche il fronte delle richieste politiche: dal Comune di Lecce è arrivato l’invito a estendere controlli e campionamenti anche al proprio territorio, mentre restano attesi gli esiti delle analisi ambientali disposte da Arpa Puglia sui rilevamenti di aria, acqua e suolo nella zona colpita dal primo incendio.