SALENTO, LAVORO MINORILE E IRREGOLARITÀ NEL TURISMO, SOSPESE 7 ATTIVITÀ, MULTE PER 200MILA EURO
Un giro di vite dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce ha portato alla luce diffuse irregolarità nel settore turistico-alberghiero salentino, proprio nel periodo dell’anno in cui i fenomeni illegali toccano il picco. Su venti attività ispezionate, diciotto sono risultate irregolari: sette hanno ricevuto il provvedimento più grave, la sospensione dell’attività, mentre le sanzioni complessive superano i 200mila euro.
I controlli, concentrati a Melendugno, Otranto, Tricase, Castrignano del Capo, Salve, Ugento, Nardò e Porto Cesareo, hanno riguardato il rispetto delle norme su salute e sicurezza sul lavoro e il contrasto al caporalato. Tra le violazioni più gravi, cinque lavoratori in nero, di cui due minorenni di sedici anni che non avevano assolto l’obbligo scolastico. Le ispezioni hanno inoltre rilevato omessa sorveglianza sanitaria, mancata formazione dei dipendenti, assenza del Documento di valutazione dei rischi, mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale e violazioni delle norme igienico-sanitarie.
Per sette aziende è scattata la sospensione: in tre casi per l’impiego di lavoratori in nero, con la maxisanzione di 3.900 euro per ogni lavoratore irregolare più 2.500 euro per il provvedimento di sospensione; nelle altre quattro, per gravi carenze in materia di sicurezza. Il totale delle sanzioni contestate ammonta a circa 41.200 euro, a cui si aggiungono ammende per 172mila euro.