PUGLIA, MARI SEMPRE PIÙ CALDI, ALLARME PER CORALLI, ALGHE E SPUGNE
Il mare pugliese è sempre più caldo e il cambiamento sta mettendo sotto pressione gli ecosistemi dell’Adriatico e dello Ionio. A documentarlo sono i dati della rete di monitoraggio sottomarino “Mare Caldo”, coordinata da Greenpeace con l’Università di Genova e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.
In particolare, le stazioni installate alle Isole Tremiti e a Torre Guaceto hanno rilevato alterazioni della temperatura anche negli strati più profondi dell’acqua. Un riscaldamento prolungato che sottopone a forte stress gli organismi marini.
Tra gli effetti segnalati ci sono episodi di moria della fauna che vive sui fondali, comprese spugne, molluschi, crostacei, ricci e stelle marine. Le temperature più elevate possono inoltre favorire la diffusione di specie aliene provenienti da aree più calde.
Secondo i dati riportati nel monitoraggio, nell’ultimo anno il Mediterraneo ha registrato anche periodi di ondate di calore marine durati tra cento e oltre centocinquanta giorni, con temperature superficiali fino a due gradi e mezzo sopra la media storica.
Una situazione che si ripercuote anche sulle coste: l’aumento degli eventi meteorologici estremi, insieme alla fragilità dei territori, contribuisce infatti ad aggravare fenomeni come l’erosione di spiagge e dune.