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BORGO MEZZANONE, L’ALLARME SUI BRACCIANTI, “OPPIOIDI PER RESISTERE ALLA FATICA”

Tra montagne di rifiuti, baracche di fortuna e servizi essenziali quasi inesistenti, a Borgo Mezzanone emerge una nuova e preoccupante emergenza. Secondo le testimonianze raccolte da operatori e associazioni presenti nel ghetto, tra i braccianti agricoli starebbe circolando un oppioide di provenienza illegale, utilizzato per attenuare la fatica e consentire di sostenere giornate di lavoro estenuanti nelle campagne del Foggiano.
Il farmaco, importato clandestinamente dall’estero secondo le ricostruzioni, verrebbe assunto prima di iniziare il lavoro nei campi. Chi opera quotidianamente nell’insediamento racconta di lavoratori costretti ad affrontare turni lunghissimi, spesso in condizioni di grave sfruttamento e sotto il controllo del caporalato.
L’allarme arriva mentre restano irrisolti i problemi strutturali della baraccopoli, dove vivono migliaia di persone in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie. Nonostante gli annunci e i progetti di superamento dei ghetti, gran parte degli interventi attesi non ha ancora modificato in maniera significativa la situazione sul territorio.
Le associazioni chiedono controlli sanitari, contrasto al traffico di medicinali illegali e un’accelerazione dei programmi di accoglienza e inclusione. Perché, avvertono, dietro l’abuso di questi farmaci non c’è soltanto un problema sanitario, ma l’ennesimo volto dello sfruttamento del lavoro agricolo.