PAOLA CLEMENTE, LA CORTE D’APPELLO CRITICA LE INDAGINI, AUTOPSIA ESEGUITA DOPO 40 GIORNI
A Bari la Corte d’Appello conferma l’assoluzione dell’imprenditore accusato per la morte della bracciante tarantina Paola Clemente, avvenuta il 13 luglio 2015 ad Andria. Ma nella motivazione i giudici sono durissimi con le indagini della procura di Trani: l’autopsia è stata eseguita solo dopo 40 giorni, quando ormai non era più possibile stabilire con certezza le cause dell’infarto e quindi eventuali responsabilità. I magistrati censurano inoltre scelte processuali che hanno aggregato le ipotesi di violazioni sulla sicurezza del lavoro all’imputazione principale, determinando il subingresso della prescrizione per alcune contestazioni. Nel racconto delle pagine giudiziarie affiora anche la cronaca del giorno della tragedia: Paola, partita da San Giorgio Jonico lamentando malessere, non fu trasportata in ospedale ma fatta sedere all’ombra nei campi, dove morì poco dopo. La sentenza conferma l’assoluzione ma lascia aperti pesanti interrogativi sull’efficacia e sui tempi delle indagini.