BARI, CONFERMATO IL LICENZIAMENTO DELLE DUE VIGILESSE, «NON SI POSSONO CHIEDERE FAVORI AL CLAN»
La Corte d’appello di Bari ha ritenuto giustificato il licenziamento disciplinare delle due vigilesse coinvolte nell’inchiesta “Codice Interno”. I giudici sottolineano che Rosalinda Biallo e Anna Losacco avevano «piena consapevolezza» del «prestigio criminale» di Fabio Fiore — ritenuto braccio destro del boss Parisi — e lo avevano contattato per ottenere protezione in più episodi, anche dopo minacce subite in servizio. La Corte definisce le loro condotte «ampiamente contrarie al minimo etico» richiesto ai dipendenti pubblici e osserva che, benché i fatti non abbiano portato a condanne penali per le agenti, la gravità delle azioni e l’omessa denuncia hanno infranto il rapporto fiduciario con l’ente. In primo grado il Tribunale aveva ammesso la condotta ma giudicato il licenziamento eccessivo; con l’appello del Comune e l’intervento della Procura generale la Corte ha ribaltato la decisione, ritenendo che i contatti con esponenti di un noto clan abbiano leso l’immagine dell’amministrazione e reso impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.