CONSIGLIERE DA GARDALAND, D’ANTINI, «HO SCELTO IL DOVERE»
Acquaviva delle Fonti, il caso del consigliere collegato da Gardaland durante il Consiglio comunale continua a far discutere. Pietro D’Antini, esponente di Fratelli d’Italia, chiarisce la sua posizione dopo le immagini del collegamento video finite sui social: spiega di aver rispettato il regolamento comunale, che consente la partecipazione da remoto, e di aver seguito per intero una seduta durata circa sei ore, prendendo parte anche alle votazioni.
Il consigliere racconta che la vacanza era stata organizzata da tempo per stare con i suoi quattro figli, ma che è poi sopraggiunta la convocazione del Consiglio il 29 giugno per approvare entro il giorno successivo un provvedimento urgente. Nel dettaglio, si trattava della rottamazione delle cartelle, oltre a un altro punto importante legato all’adeguamento del Piano regolatore generale.
D’Antini sostiene che il suo voto fosse decisivo per l’approvazione dei provvedimenti e rivendica di aver scelto il dovere istituzionale, rinunciando al tempo con la famiglia per garantire il proprio contributo ai lavori d’aula. Una vicenda che ha acceso la polemica politica e social, trasformando il collegamento da un parco divertimenti in un caso nazionale.