MAFIA, POLITICA E MASSONERIA, NELLE CARTE DELLA DDA IL “SISTEMA CERIGNOLA”
Cerignola torna al centro dell’attenzione dopo le parole del sindaco Francesco Bonito al Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica e dopo il contenuto di un’informativa della Direzione distrettuale antimafia di Bari che ricostruisce, secondo l’ipotesi investigativa, un sistema di relazioni considerato particolarmente complesso e insidioso. Nel documento, depositato nel 2022, viene dedicato un intero capitolo alla città e al presunto peso del clan Piarulli-Ferraro, indicato dagli investigatori come ancora capace di esercitare influenza non solo sul piano criminale, ma anche su economia, politica e professioni.
Le carte parlano di una forte capacità economico-finanziaria del sodalizio, della rete di fedelissimi e della presunta abilità nel controllare aziende in difficoltà attraverso prestanome e professionisti ritenuti vicini all’organizzazione. Nell’informativa compaiono anche episodi che, secondo gli investigatori, mostrerebbero una proiezione del clan oltre i confini pugliesi, con interessi imprenditoriali e relazioni economiche in altre regioni del Nord.
Ampio spazio è riservato anche alle elezioni amministrative del 2021, su cui gli inquirenti ipotizzano tentativi di orientare il consenso e di incidere sugli equilibri della nuova amministrazione comunale. Nel dossier vengono richiamate intercettazioni, presunti accordi per il reperimento di voti e contatti tra candidati e persone ritenute contigue agli ambienti mafiosi.
Un altro passaggio delicato riguarda i rapporti con ambienti massonici e con figure finite sotto osservazione investigativa. Le carte parlano di una possibile “area grigia” fatta di professionisti, imprenditori e intermediari, descritta come il punto di contatto tra mondo mafioso, economia e istituzioni. Tutte le circostanze richiamate restano comunque ricostruzioni investigative, che dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti.