30/06/2026 18

BRINDISI, BRACCIANTI FANTASMA E SUSSIDI TRUFFATI: VENTI A PROCESSO, TRE HANNO PATTEGGIATO

Un meccanismo collaudato, operativo per almeno due anni, capace di drenare risorse pubbliche dall’Inps sfruttando le maglie delle tutele assistenziali per il lavoro agricolo e persino i fondi d’emergenza stanziati durante la pandemia. L’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura della Repubblica di Brindisi si è chiusa davanti al giudice per l’udienza preliminare Nicola Lariccia con un bilancio pesante: venti persone rinviate a giudizio e altre tre che hanno concordato un patteggiamento.
Al centro dell’intreccio societario c’era un’impresa agricola con sede a Brindisi. Secondo l’impianto accusatorio del sostituto procuratore Francesco Carluccio, la ditta denunciava all’Inps un monte ore e un numero di giornate lavorative mai effettivamente prestate nei campi. Grazie a questa documentazione fittizia, i braccianti compiacenti presentavano domanda per l’indennità di disoccupazione agricola, incassando somme gonfiate rispetto al dovuto.
I settanta capi d’imputazione coprono un arco temporale dal 2020 al 2022 e ipotizzano a vario titolo il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Tra le somme contestate figurano anche le indennità straordinarie Covid, introdotte durante i mesi del confinamento: il danno economico complessivo per questa specifica tranche si aggira intorno ai 6.500 euro, con singole truffe che oscillavano mediamente tra i mille e i 2.500 euro a seconda del pacchetto di giornate fantasma caricate sui terminali dell’ente previdenziale.