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TRIBUTO 630, SCONTRO IN PUGLIA, PAOLICELLI APRE ALLO STRALCIO, IL CENTRODESTRA ATTACCA

Il tributo 630 torna al centro dello scontro politico in Puglia e riaccende la protesta degli agricoltori contro le cartelle dei consorzi di bonifica. A rilanciare il dossier è l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, che apre alla possibilità di uno stralcio degli arretrati dal 2013 al 2023 attraverso un emendamento al ddl “Coltiva Italia”, già approvato in Commissione alla Camera. L’obiettivo, spiega Paolicelli, è ottenere una norma nazionale che consenta di intervenire soprattutto nelle aree colpite dalla Xylella, perché la Regione — sottolinea — non può agire da sola.
La proposta, però, viene bocciata dal centrodestra, che parla di ipotesi “fantasiosa” e accusa la giunta di voler scaricare la responsabilità su Roma. Fratelli d’Italia e Forza Italia ribaltano il ragionamento: secondo l’opposizione, sarebbe la giunta Decaro a dover mantenere la promessa elettorale di sospendere il tributo 630 e a intervenire direttamente sulla gestione dei consorzi, che resta in capo alla Regione. Il capogruppo azzurro Paride Mazzotta parla apertamente di scaricabarile e attacca la gestione regionale del sistema.
Sul fondo resta il malcontento degli agricoltori, che da anni contestano una tassa considerata ingiusta perché non accompagnata, a loro dire, da servizi e opere sufficienti sul territorio. E mentre la politica si divide tra richieste di sospensione, stralcio e rinvio a una norma nazionale, il caso tributo 630 continua a essere uno dei nodi più caldi del rapporto tra Regione, consorzi di bonifica e mondo agricolo.